OCCORRE RIVEDERE L'INTERO SISTEMA SCOLASTICO
La ministro pro tempore della Pubblica Istruzione è la grillina Lucia Azzolina: a mio avviso uno dei peggiori personaggi che si siano mai seduti sulla poltrona più alta del dicastero con sede a Roma, in viale Trastevere 76/A.
E dire che di disastrosi ed incompetenti governanti del settore ne ho visti parecchi: ai miei tempi a guidare quello che all’epoca era ancora definito della Pubblica Istruzione sedeva Franca Falcucci, e già ci si lamentava per la scarsa capacità.

Se noi studenti di allora avessimo posseduto la sfera di cristallo, e fossimo stati in grado di vedere in che mani sarebbe finita la scuola, avremmo fatto sicuramente un monumento a questa politicante democristiana: altro che contestarla.
Il riferimento non è neppure all’attuale capo dello Stato, transitato anch’egli negli uffici sopra citati, seppure per un solo anno: semmai i nostri strali dovrebbero essere diretti contro gentaglia quale Rosa Russo Iervolino, Giuseppe Fioroni e Luigi berlinguer.
Non vi è dubbio, però, che vi è chi ha fatto di peggio, seguendo le orme di costoro: dal 2005 al 2019 si sono susseguiti, alla guida del ministero che nel frattempo aveva perso la qualifica di Pubblica, politicanti ancora più indecenti.
Tra questi, due autentiche vergogne della politica italiana quali le forzitaliote Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, intervallate da due degni loro compari quali Giuseppe Fioroni, di Democrazia e Libertà, e Fabio Mussi, di Sinistra Democratica.
Quanto espresso fin qui è stato eviscerato per dare un’idea del triste declino del settore della formazione; a questo punto restano ancora un paio di questioni importante da vedere: l’orario scolastico ed il sistema di valutazione degli alunni.
A proposito della prima questione; forse i più giovani non lo sanno, ma ai tempi in cui frequentavo la scuola si andava lì dal lunedì al sabato: mi sono sempre chiesto perché si sia deciso diversamente col passare del tempo.
A proposito di decisioni scellerate, ecco la seconda questione; col passare del tempo si è deciso di eliminare i vari esami che noi scolari dovevamo affrontare per passare di grado: la conseguenza è stata il dilagare dell’ignoranza persino in gente che ha conseguito delle lauree, e magari non conosce la lingua italiana, per non parlare di storia o geografia.
Personalmente ho dovuto affrontare persino la valutazione in seconda elementare: adesso il primo vero scoglio è rappresentato dall’esame di licenza media, essendo stati eliminati i passaggi precedenti; ritengo che sia giunta l’ora di rivedere certe scelte folli che hanno portato alla situazione attuale di sfascio della società italiana.
Bosio (Al), 1° gennaio 2021
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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